Giovedì 13 ottobre, durante la riunione settimanale della comunità “Sguardo interno”, abbiamo meditato su questa frase: Andare contro l’evoluzione delle cose è andare contro se stessi

Ci sono situazioni nella nostra vita che non possono essere modificate.

A volte viviamo con conflitto tutto ciò, ci ribelliamo e cerchiamo affannosamente di modificare ciò che ci fa soffrire.  Ma tutto quello che facciamo non modifica il corso degli eventi e noi ci sentiamo un po’ Sancho Panza contro i mulini a vento. Questa sensazione, con il passare del tempo, ci indebolisce, a volte alimenta un senso di vendetta, di risentimento, d’impotenza, ci rende pessimisti, apatici, alimentando sofferenza in noi e in chi ci circonda.  Ci sono situazioni di cui già conosciamo l’epilogo e che la nostra azione non cambierebbe, altre non dipendono dalla nostra azione, sono processi che accompagnano la vita stessa.  Quando ci troviamo di fronte ad esse, è necessario riconoscerle e comprenderne il significato in profondità, solo così possiamo viverle con serenità e coerenza.  

Ci sono situazioni, invece, che solo apparentemente appaiano immodificabili, in realtà il loro cambiamento dipende dalla nostra azione, dal modo in cui le osserviamo e le relazioniamo con la nostra vita e quando ci impegnano in questa direzione, ci sentiamo più sereni e sperimentiamo una grande forza interna. L’Umanità ha fatto passi avanti grazie a coloro che sfidarono ciò che solo apparentemente era determinato.  Sono stati uomini e donne coraggiosi, pazienti e animati da una grande forza e soprattutto ci hanno insegnato che è necessario affinare lo sguardo e ribellarci all’apparente destino. 

Oggi ci sono cose che ci appaiono immodificabili e forse ciò dipende dal modo in cui le osserviamo.

Lasciamo andare ciò che per propria natura o per circostanze avverse non può modificarsi e invece mettiamo forza su ciò che possiamo cambiare!