Viviamo in un mondo frenetico. Il mondo frenetico ci risucchia come un vortice e, senza rendercene conto, facciamo, pensiamo e desideriamo cose che non vogliamo davvero. Questa contraddizione è l’estrema conseguenza del trionfo del sistema consumistico, che trova in essa terreno fertile.

Il capovolgimento della scala dei valori (non capisco più cosa è importante per me e cosa non lo è) fa leva sul senso di soddisfazione. Ottenere le cose comprandole è semplice e immediato, quindi altrettanto facilmente potremo disfarcene per averne altre nuove. È in questa catena che la soddisfazione, a brevissimo termine, va ripristinata di continuo. Abbiamo imparato a dare un’importanza spropositata a cose del tutto inutili, e ciò non è privo di conseguenze.struzzo-consumismo-verita-sostenibilita

Prendiamo una persona di età media, che conduce, in un certo paese, una vita media.

Alt! Cosa si intende per vita media? Se lo si chiedesse ad un canadese, un vietnamita e un somalo, le risposte sarebbero ben diverse.

Allora, senza incorrere nell’errore di credere che la propria realtà sia unica e universale, restringiamo sensibilmente il campo, e consideriamo si tratti di un abitante di un paese occidentale, definito “sviluppato” e di stampo capitalista. Sebbene possa sembrare una descrizione del tutto scarna e inconsistente, questi tratti approssimativi potrebbero già delineare il profilo di tale persona dal punto di vista delle sue aspettative e obiettivi.

Potrà sembrare un’analisi semplicistica, ma d’altra parte è palese l’influenza che il contesto economico, sociale e culturale ha su ogni aspetto della nostra vita, l’architrave su cui si edificano i nostri pensieri e convinzioni.

Dunque non ci stupiremmo se scoprissimo che la persona in questione studia o lavora, è in cerca di stabilità economica e vorrebbe creare una bella famiglia con cui vivere giorni felici. Allo stesso modo, potremmo immaginare che desideri una bella casa, una macchina e tanti elettrodomestici di ultima generazione per non fare fatica a tenere in ordine le camere o il cortiletto con la staccionata.

Che male ci sarebbe? Tutti noi vorremmo tranquillità e benessere. È un desiderio legittimo insito nella natura umana, una spinta continua verso il miglioramento della propria condizione.

Verrebbe quindi da chiedersi come un uomo possa diventare migliore fino a dirsi soddisfatto di se stesso.

Poniamoci questa domanda… Ci accorgiamo subito che nella nostra testa avviene un processo di estraniamento, in cui l’obiettivo puntato su noi stessi si sposta su quello che vorremmo raggiungere, i traguardi che vorremmo tagliare, le cose che vorremmo possedere.

Si forma quindi una proiezione mentale che è estranea a noi, alla nostra interiorità, esterna, ma che si concretizza in qualcosa di materiale.

L’uomo inserito nella società dei consumi ruota spedito in questo ingranaggio. Anche in campo culturale e nel linguaggio gli influssi sono evidenti. Un esempio diretto che mi viene in mente è il significato che si dà alla parola benessere. Questo termine, pronunciato senza specificare altro, fa pensare subito ad un benestare di tipo economico, e solo secondariamente al benessere di mente e corpo. Gli esempi linguistici che si potrebbero trovare sono innumerevoli, e ciò è significativo di come il campo semantico che rimanda alla situazione economica sia ormai quello inteso più diffusamente rispetto a tutti gli altri ambiti di significato.scalare-una-montagna

Nella vita di tutti i giorni non facciamo mai davvero caso a quanto il sistema economico e il mercato influenzino i nostri pensieri, ancor prima dei nostri atti. Con sempre maggiore ingenuità e incoscienza cerchiamo la nostra realizzazione in oggetti, che carichiamo di grande significato, e al contempo ottenebriamo vie più tortuose che si annodano in corrispondenza delle nostre molteplici contraddizioni.

Alla domanda “come posso essere migliore?”, è paradossale come la risposta più utile sia del tutto immateriale, ovvero coincida con la conoscenza di se stessi e la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.

Le esperienze di crescita interna non hanno prezzo, non si possono comprare, ed è per questo che sono così rare e preziose. E soprattutto, non essendo beni di consumo, non sono usa e getta, non si danneggiano e non vanno in obsolescenza programmata.