… che su questo pianeta fiorì la vita umana. Da allora, con il trascorrere dei millenni, i popoli crebbero separatamente e ci fu un tempo per nascere, un tempo per godere, un tempo per soffrire ed un tempo per morire. Individui e popoli costruirono e si succedettero gli uni agli altri, fino a quando ereditarono la terra e dominarono le acque del mare e volarono più  veloci del vento e attraversarono le montagne e con voci di tempesta e luce del sole mostrarono il loro potere. Fu così che videro da lontano il loro pianeta azzurro, amabile protettore velato dalle sue nubi.

Quale energia ha mosso tutto questo?Quale motore ha posto l’essere umano nella storia, se non la ribellione contro la morte?

Perché, fin dall’antichità, la morte, come un’ombra, ha accompagnato i suoi passi. E fin dall’antichità è entrata in lui ed ha voluto catturarne il cuore. Quella che all’inizio fu una lotta ininterrotta motivata dalle necessità proprie della vita divenne poi una lotta motivata dalla paura e dal desiderio. Si aprirono due cammini: il cammino del sì ed il cammino del no. Allora ogni pensiero, ogni sentimento, ogni azione, tutto fu turbato dal dubbio fra il sì e il no. Il sì creò tutto ciò che ha fatto vincere la sofferenza. Il no ha aggiunto dolore alla sofferenza. Nessuna persona, relazione od organizzazione è rimasta libera dal suo interno sì e dal suo interno no. Poi i popoli separati iniziarono a legarsi tra loro ed infine le civiltà si trovarono unite; i sì e i no di tutte le lingue invasero simultaneamente i più remoti angoli del pianeta.

In che modo l’essere umano vincerà la sua ombra? Forse fuggendola? Forse lottando incoerentemente contro di essa? Se il motore della storia è la ribellione contro la morte, ribellati, ora, contro la frustrazione e la vendetta. Smetti, per la prima volta nella storia, di cercare colpevoli. Tutti sono responsabili di ciò che hanno fatto, ma nessuno è colpevole di quanto è successo. Chissà che non si possa dichiarare, in questo giudizio universale: “non ci sono colpevoli” e si stabilisca per ogni essere umano l’obbligo morale di riconciliarsi con il proprio passato. Questo comincerà in te, qui ed ora, e tu avrai la responsabilità di farlo continuare fra coloro che ti circondano, fino ad arrivare all’ultimo angolo della terra.

Se la direzione della tua vita non è ancora cambiata, è necessario che la cambi; ma se è già cambiata è necessario che la rafforzi. Affinché tutto questo sia possibile, accompagnami in un atto libero, coraggioso e profondo, che diventi anche un impegno di riconciliazione.

Vai dai tuoi genitori, dalla tua compagna o dal tuo compagno, vai dai tuoi amici e nemici e dì loro con il cuore aperto: “Qualcosa di grande e di nuovo è successo oggi in me”, e spiega loro questo messaggio di riconciliazione. Vorrei ripetere queste frasi: Vai dai tuoi genitori, dalla tua compagna o dal tuo compagno, vai dai tuoi amici e nemici e dì loro con il cuore aperto: “Qualcosa di grande e di nuovo è successo oggi in me” e spiega loro questo messaggio di riconciliazione.