Interesse di questo  Laboratorio di Iconografia è rendere cosciente la percezione della propria corporalità facendo delle relazionidoriforo_scont con delle posture specifiche di certe sculture o statue della tradizione di diversi popoli e culture, al fine di rendere i partecipanti in grado di comprendere meglio il proprio schema corporeo e le possibilità di cambiamento. Al fine di raggiungere questa percezione e renderla cosciente realizzeremo, con il nostro corpo, alcune posture di un’icona rappresentativa di una cultura ( quella che ci ispirerà maggiormente ) e concretizzeremo in un bozzetto scultoreo l’esperienza personale della postura studiata.

Comprendere per auto-percezione sul proprio corpo il correlato psicofisico di ogni postura, lo stato mentale che traduce e il livello di respirazione, ci permetterà di esplorare con un altro sguardo l’iconografia di diversi popoli, non solo le sue forme esterne ed espressive, ma anche di avvicinarci ad una comprensione da dentro, (con uno sguardo interno sul fenomeno). Questa è la proposta pratica offerta dal presente laboratorio.

Per cominciare, per comprendere cosa significa “esplorare da dentro”, partiremo dall’osservare noi stessi e le relazioni reciproche esistenti tra la nostra respirazione, la nostra postura e il nostro stato mentale, condizione necessaria per prendere coscienza del nostro stato psicofisico, ossia delle relazioni tra il nostro stato mentale e le traduzioni che facciamo con il nostro agire nel mondo; durante i primi incontri si faranno esercizi di statica e dinamica corporea imparando ad identificare abitudini dannose, errori di postura e respirazione.

Tutto questo si inquadra come un modo di disporsi alla pratica ed allo studio successivo, al fine di poter prendere consapevolezza di noi stessi e poter contare su: un’attenzione vigilica e distesa, una respirazione diaframmatica, l’allineamento della colonna vertebrale, un appoggio corporale preciso; tutto questo ci sembra di grande utilità al fine di iniziare a sperimentare già nella dinamica del laboratorio, la relazione tra stato mentale ( come sto interiormente) e traduzione verso il mondo con il mio corpo. Ad ogni incontro,quindi, si porrà molta attenzione all’osservazione di se stessi mentre si sta operando al fine di creare un riscontro in termini di scoperte fatte, punti di tensione e difficoltà sorte mentre si opera.

In conclusione, con questo lavoro ci affacciamo in un campo di studio che abilita un altro possibile sguardo sul vasto retaggio umano di immagini come traduzioni di stati interni e ad una maggiore coscienza di sé sul proprio repertorio posturale e il suo significato.